Augusto Majani (Nasìca) e l’ocarina

Augusto Majani (Nasìca) e l’ocarina

Augusto Majani (Budrio, Bologna 1867 – Buttrio, Udine 1959) è stato un artista poliedrico, non ancora sufficientemente noto ai più come meriterebbero la sua produzione di artista e la sua figura di uomo di spirito e di eccelso caricaturista. Conosciuto anche con lo pseudonimo di Nasìca ha attraversato il mondo della cultura bolognese sotto varie sfaccettature: pittore e docente dell’Accademia di Belle Arti; ottimo e sagace illustratore, fu anche giornalista e scrittore. Curiosamente, durante tutta la sua vita mantenne una netta distinzione tra la figura del caricaturista e quella del pittore. Da artista talentuoso, sperimentò tecniche divisioniste e si orientò anche verso tematiche simboliste. Per firmare caricature e vignette satiriche usò quasi esclusivamente lo pseudonimo Nasìca, che aveva scelto, come spiegò lui stesso nel suo libro autobiografico Ricordi fra due secoli, ispirandosi al nome di un antico generale romano accampato nei pressi di Budrio: Cassio Scipione Nasìca.

Molto legato alla sua città natale, Budrio, dove fu amico di tutti, dotato di una straordinaria umanità e comunicativa. A Budrio e all’ocarina dedico alcuni disegni e caricature:

Menù scherzoso per una cena svolta a Budrio in data 1 maggio 1903

Menù scherzoso per una cena svolta a Budrio in data 1 maggio 1903

Le tre Ocarine, bozzetto per spettacolo teatrale a tecnica mista

Le tre Ocarine, bozzetto per spettacolo teatrale a tecnica mista

Il risveglio dell'Ocarina: vivace caricatura pubblicata nel giornale umoristico

Il risveglio dell’Ocarina: vivace caricatura pubblicata nel giornale umoristico “Il risveglio cittadino budriese”, settembre 1904.

Il poeta delle Ocarine, cav. Francesco Codicè

Il poeta delle Ocarine, cav. Francesco Codicè

La fiaschetteria

La fiaschetteria

processo di trasformazione dell'ocarina nel volto dell'autore (A. MAjani, Ricordi tra due secoli, 1950)

processo di trasformazione dell’ocarina nel volto dell’autore (A. MAjani, Ricordi tra due secoli, 1950)